Cambiamo Camicia

CAMBIAMO CAMICIA

CAMBIARE CAMICIA E’ UN INVITO A CAMBIARE CULTURA

Lo spettacolo affronta il tema della disparità e della violenza di genere che respiriamo a partire dalle nostre famiglie, a volte dettata da stereotipi e luoghi comuni difficilmente contrastabili in assenza di una cultura solida.

Scritto e diretto da: Giulia Corradi 

Con (in foto): 

Silvia Vallerani 

Serena Vitaliano

Linda La Marca

Martina Zuccarello

chiara

Questa è la storia di Chiara, donna milanese, che a differenza del fratello, non potrà seguire i suoi sogni e dovrà rinunciare alla grande passione per la pittura per non deludere le aspettative del padre; al fratello, appassionato di fotografia e di viaggi non sarà richiesto lo stesso sacrificio.

In questo caso parliamo di disparità figlio-figlia rispetto alle discipline artistiche; quante volte i genitori sono complici della nostra società nello stabilire il “ruolo” che un uomo o una donna debbano ricoprire nel mondo?

ELENA

Poi c’è la violenza di cui sentiamo parlare sempre meno, perché fa più scalpore uno stupro occasionale piuttosto che gli infiniti casi di violenza che le donne subiscono tra le mura di casa da parte di compagni e mariti, all’apparenza gentili e simpatici, che si trasformano in veri criminali nell’intimità di un focolare. Così è per Elena. Lei ha confuso amore e possesso, anche a causa di un’educazione più che rigida ricevuta da un padre violento. Conosciuto il marito, venuto in vacanza nel piccolo paesino pugliese dove Elena è cresciuta, si trasferisce a Milano. Ma il matrimonio avrà le medesime caratteristiche della famiglia di origine e le violenze subite, passando prima per uno stato di depressione, la condurranno lentamente al suicidio.

 

ELISA

Elena con questa ultima ed estrema scelta non lascia solo il marito, ma anche la figlia Elisa. Nei notiziari non si parla quasi mai di queste piccole vittime involontarie, chiamate a diventare grandi prima del tempo e costrette a farsi curare lo sguardo, perché i loro occhi hanno visto un modo di amare che non ama. E’ fondamentale lavorare sui figli per evitare un copia incolla. Siamo portati a riproporre nella nostra vita da adulti ciò che abbiamo vissuto nelle fasi della nostra crescita. E nonostante la terribile perdita, Elisa diventa indirettamente la speranza. E’ lei che rompe la catena e lo fa perché grazie a Chiara (il nostro primo personaggio, amica di Elena), vede possibile un riscatto nella sua vita.

FLAVIA

Nel nuovo rapporto materno tra Chiara ed Elisa, compare sbadatamente Flavia, una ragazzina romana trasferitasi a Milano per esigenze lavorative dei genitori; nella nuova città Flavia è vittima di bullismo. La denuncia in questa storia è rivolta ai rapporti di vetro che costruiamo al giorno d’oggi, tutti, grandi e piccoli. I social sono il cantiere dei finti castelli relazionali che erigiamo. Quando Flavia si rifugerà in un bar per evitare la scuola e le ennesime prese in giro, conoscerà per la prima volta Chiara ed Elisa e resterà colpita profondamente dalla tenace tenerezza che lega le due. Questo incontro provocherà in lei il risveglio del desiderio di essere amata davvero,per quello che è, senza compromessi.  L’abbandono, la sfiducia nell’altro sono i muri da abbattere in questa storia.

Tra i reali drammi raccontati nello spettacolo si inseriscono poi i quadri surreali di quattro personaggi fantastici: Nostalgia, Luna, Regina e Ombra. In queste quattro storie le protagoniste affrontano le medesime difficoltà dei personaggi reali, ma ci permettono di raccontare il dramma in modo leggero e ironico, per poter riflettere con un sorriso, su tematiche divenute delle vere e proprie piaghe sociali.